“… sento il bisogno di intraprendere da solo il mio cammino. Sarai sempre con me; un giorno sentirai la nostra canzone, forte, intensa, risuonerà dal profondo del tuo cuore: io sarò li, con te. Arriverà dal mare, lontana… e noi saremo insieme ad attenderla sulla verde brughiera, stretti dal vento, stretti nel nostro abbraccio…”
Poche righe. Troppe parole, e un alba fredda che avrebbe atteso invaso il tepore del suo sole.
Sono mesi che aspetto sul quella brughiera in riva al mare, ma della nostra canzone, di te, nulla all’orizzonte è apparso; solo una logorante speranza di vane attese. E mi chiedo se davvero non ci sarebbe stato posto per me nel tuo bagaglio, se davvero non avessi potuto accompagnarti in questo nuovo cammino. E mentre svilisco tutto con mille pensieri e domande, mi assale il dubbio che del tuo cammino non avessi ancora definito o compreso né la meta né la direzione, ma che forse avessi solo categoricamente deciso quale sarebbe stata la partenza, da che punto cominciare, cosa lasciarti alle spalle. Forse non esige il tuo gesto nessuna particolare farneticazione mentale, forse è tutto così ovviamente scontato; ma può un nido comprendere il volo? Può la sorgente accettare il mare?
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martedì 10 luglio 2007
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